📝 F.G.
Ci sono prodotti che nascono per essere assaggiati. E poi ci sono creazioni che chiedono di essere vissute.
È da questa idea che nasce il progetto che unisce il mondo del cioccolato artigianale a quello della profumeria di nicchia: un’esperienza sensoriale pensata per coinvolgere tutti i sensi.
Il cuore del progetto è un uovo di cioccolato fondente, realizzato artigianalmente e decorato a mano. Ma chiamarlo semplicemente “uovo di cioccolato” sarebbe riduttivo. Al suo interno custodisce una sorpresa particolare: un campione della fragranza La Petit Mort Au Chocolat, creata dalla profumiera statunitense Bri Beyer di Damask Haus.

L’idea nasce dall’incontro tra il nostro pasticcere Marcello Rapisardi e Bri Beyer, accomunati dalla volontà di esplorare il territorio in cui convivono profumeria e gastronomia.
Un rituale, non una semplice degustazione
L’esperienza comincia prima dell’assaggio.
L’uovo va osservato: la decorazione, le forme e i dettagli realizzati a mano, fanno dell'uovo un oggetto da contemplare.

Poi arriva il momento della rottura.
Il guscio di cioccolato si spezza e quel gesto, introduce un altro elemento nell’esperienza: il suono. Il crack del cioccolato diventa parte integrante del rituale, anticipando ciò che sta per accadere.
All’interno dell’uovo si trova la fragranza, pronta a entrare in gioco.
È a questo punto che il confine tra pasticceria e profumeria comincia a dissolversi.
Il profumo porta con sé note di cacao scuro e secco, tabacco, resine e legni, accompagnate dalla dolcezza della vaniglia e dalle sfumature asciutte e tostate della fava tonka. Un universo olfattivo che dialoga con quello gustativo del cioccolato fondente, creando una sovrapposizione di sensazioni.
Cinque sensi, una sola esperienza
Il progetto è stato concepito proprio per non limitarsi al gusto, ma per costruire una sequenza nella quale ogni senso contribuisce alla percezione complessiva.
La vista, attraverso la decorazione dell’uovo e la sua presenza scenica.
Il tatto, nel gesto di prendere tra le mani, spezzare, sentire la consistenza.
L’udito, nel suono del guscio che si rompe.
L’olfatto, attraverso la scoperta della fragranza e delle sue diverse sfumature.
Il gusto, infine, con la degustazione del cioccolato, che diventa il punto di incontro di tutte le sensazioni precedenti.

Non esiste necessariamente un unico modo corretto per vivere il rituale. Si può assaggiare un pezzo di cioccolato, percepire la fragranza e tornare al cioccolato; oppure alternare le due esperienze più volte, lasciando che profumo e gusto si influenzino reciprocamente.
L’esperienza è personale e ogni persona può costruire il proprio percorso sensoriale.
Quando due mondi apparentemente lontani si incontrano
Cioccolato e profumo condividono più di quanto si possa pensare.
Entrambi lavorano su memoria, emozioni e associazioni. Entrambi sono capaci di evocare luoghi, persone, momenti e possono essere complessi, stratificati e sorprendenti.
E soprattutto entrambi chiedono tempo.
Ci sono aromi che arrivano immediatamente e altri che emergono lentamente, consistenze che cambiano, sfumature che diventano riconoscibili soltanto lasciando spazio alla percezione.
Per questo l’incontro tra i due mondi non è semplice curiosità, ma può diventare un vero e proprio linguaggio.
L’artigianalità come punto di partenza
Alla base del progetto c’è anche una convinzione precisa: la ricerca artigianale può spingersi oltre la semplice realizzazione di un prodotto.
Un uovo di cioccolato può diventare un contenitore, una superficie da decorare, un oggetto da rompere e scoprire. Una fragranza può smettere di essere soltanto qualcosa da indossare e diventare parte di un’esperienza gastronomica.

È in questo spazio di contaminazione che nascono nuove possibilità.
Il risultato è un progetto nel quale cioccolato e profumeria si completano e si trasformano reciprocamente.
L’esperienza è stata raccontata anche da Damiana Chiavolini, autrice del blog internazionale I Sniff Before I Sleep, dedicato al mondo della profumeria e alle sue contaminazioni con cultura, arte e gastronomia.
Durante il suo soggiorno a Milano in occasione di Esxence, Damiana ha visitato la nostra pasticceria e ha sperimentato il rituale.
Il suo racconto ci ha fatto particolarmente piacere perché restituisce esattamente l’idea da cui è nato questo progetto: non creare semplicemente un nuovo prodotto, ma costruire un momento da vivere, nel quale il cioccolato diventa parte di un’esperienza più ampia e inaspettata. Se volete leggerlo, cliccate qui.
Perché, qualche volta, il modo più interessante di assaggiare qualcosa è cominciare dal naso.
E il modo più interessante di sentire un profumo può essere quello di accompagnarlo con un pezzo di cioccolato.